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Rassegna Stampa
Editoriale da "L'ora del Salento" PDF Stampa E-mail

 

 

Con Palese per dire basta per sempre alle lotte intestine della sinistra.

 

Il mio impegno in politica scaturisce dall’esi­genza che personalmente mi pervade di contribui­re attivamente, con tutte le mie energie, ad un risa­namento della “cosa pubblica”, nella piena consapevolezza che soltanto un nuovo governo regionale potrà invertire la triste rotta di una malsana gestione da parte del centro-sinistra che, dalla sa­nità alla formazione professionale, ha abbondante­mente dimostrato un’assoluta incapacità di tutela­re gli interessi dei cittadini pugliesi.

La mia esperienza decennale nel terzo setto­re, passata attraverso incarichi dirigenziali pro­vinciali e regionali in sede Acli, mi ha consentito un’approfondita conoscenza del nostro territo­rio, del tessuto sociale e produttivo, delle risorse e delle problematiche. Cosa ha fatto il centro-­sinistra per contrastare le grandi piaghe chiama­te disoccupazione, chiamate clientelismo, chia­mate inefficienza? Nulla, e da questa presa di consapevolezza è esploso lo stimolo che mi ha imposto di candidarmi.

Ho una certezza: il progresso della nostra Puglia può passare soltanto attraverso un impegno politico concreto nei confronti della fami­glia, nella sua centralità sociale e culturale. Sot­tolineo “concreto”, perché è l’esatto contrario di “astratto”, ovvero l’aggettivo che sintetica­mente etichetta in maniera immediata la gestione Vendola di questi cinque anni.

Cosa dire poi della sanità? Tanti proclami ma nessuna “rivoluzione gentile”, anzi... Anche qui le inchieste non sono mancate, così come gli sper­peri accertati, il clientelismo l’aumento delle li­ste di attesa. Al contrario, sarà indispensabile pianificare una serie di interventi di riqualifica­zione degli ospedali e delle strutture Asl che ne­cessitano di interventi urgenti, ragionando per priorità, combattendo le situazioni di abbando­no e di degrado cronicizzato.

Una delle più recenti campagne acliste, at­tualmente in fase di realizzazione, che ho avuto il piacere di condividere, è stata quella per la sot­toscrizione dei contenuti del manifesto elabo­rato dal Forum delle Associazioni Familiari in vi­sta delle prossime elezioni regionali. Il titolo del documento recita: “L’obiettivo di disegnare una Regione a misura di famiglia deve essere l’impe­gno prioritario di chi si candida a governare le nostre regioni”. Ricordo che le Acli sono tra le organizzazioni co-fondatrici del Forum delle As­sociazioni Familiari. Allora, affermo, non basta­no gli interventi estemporanei, non serve l’elemosina, non è utile l’assistenzialismo. Urge una pro­grammazione coscienziosa di politiche fiscali e so­ciali che, passando attraverso la scuola, i nidi per l’infanzia, la formazione professionale, la previden­za, l’occupazione garantiscono la piena dignità e il giusto protagonismo alla famiglia, tra i pochi pos­sibili baluardi nel deserto morale che ci circonda.

Bisogna inoltre agevolare e sostenere le mil­le fatiche quotidiane dell’associazionismo. Il mio impegno sarà perché il nuovo governo regiona­le favorisca l’incontro tra istituzioni e associa­zioni, perché il volontariato sia riconosciuto ca­pitale sociale in tutta la sua ricchezza etica.

Da cattolico ribadirò con convinzione che le politiche sociali dovranno sostenere chi fatica a reclamare i propri diritti, i dimenticati delle nostre mille periferie, i disoccupati, i cassintegrati, gli immigrati, i malati, gli anziani soli. Siamo tutti fra­telli. Non dimentichiamolo mai.

L’ambiente deve essere una priorità per il nostro agire.

Il no al nucleare è scontato, ma sarebbe come nascondersi dietro a un dito non rilevando che un’amministrazione regionale che professa at­tenzione all’ambiente sbandierando slogan poi permette che con una semplice Dia (Dichiarazio­ne d’inizio attività) si possano coprire di silicio le nostre meravigliose campagne all’insegna del­l’avvento del fotovoltaico!

La sensazione da cittadino attento è che l’amministrazione Vendola sia implosa in una serie di proclami non realizzati che si sono spenti e con­sumati invece in lotte intestine che hanno pro­vocato gli effetti negativi sotto gli occhi di tutti.

Un ultimo ma primo pensiero va ai cassinte­grati, che in troppi sono andati ad accrescere il numero dei disperati del lavoro. Il nuovo gover­no regionale dovrà recuperare il grave dispen­dio di tempo perduto e attrezzare un’azione co­ordinata per riqualificare i non occupati, permet­tendone un rapido reinserimento nel mercato, ga­rantendo i dovuti ammortizzatori sociali nella fase di transizione. I bandi per la riqualificazione dei cassintegrati sono nei cassetti pronti ad uscire nei periodi elettorali, mentre un’azione seria e coscienziosa avrebbe da tempo dovuto accom­pagnare la cassa integrazione con percorsi di ri­qualificazione mirati e diffusi sul territorio, grazie alle ingenti risorse a disposizione nel settore della Formazione Professionale.

Dietro ogni lavoratore c’è una famiglia.

Antonio De Donno